EVA – Echoes of Violence: Intersecting Violence in the Archaeological Past
Il progetto EVA indaga le tracce della violenza nel passato attraverso lo studio bioarcheologico dei resti umani. L’obiettivo è ricostruire non solo i segni fisici lasciati dai traumi sullo scheletro, ma anche le esperienze di vita delle persone che furono colpite da episodi di violenza, cercando di comprendere il loro ruolo all’interno delle comunità di appartenenza.
La violenza interpersonale è un fenomeno complesso, profondamente legato al contesto sociale, culturale e storico in cui si manifesta. Per questo motivo, EVA integra analisi scheletriche, paleopatologia, dati archeologici, fonti storiche e prospettive teoriche provenienti dalle scienze sociali. Attraverso un approccio osteobiografico, il progetto ricostruirà storie di vita individuali e collettive, dando maggiore visibilità a coloro che hanno “incorporato” la violenza nel record archeologico.
Il progetto si concentra su tre obiettivi principali: identificare i modelli di violenza osservabili nei resti scheletrici; contestualizzare questi segni all’interno di più ampie biografie individuali, considerando aspetti quali identità, salute, dieta, mobilità e condizioni di vita; e sviluppare un approccio transdisciplinare capace di esplorare l’intreccio tra violenza, disuguaglianza e genere nelle società del passato.
EVA analizzerà individui provenienti da diversi contesti archeologici e cronologici, dalla Repubblica romana all’età imperiale, dal periodo post-classico e medievale fino all’età moderna. Attraverso il dialogo tra bioarcheologia, paleopatologia e teoria sociale, il progetto mira a proporre un nuovo quadro interpretativo per comprendere come la violenza sia stata vissuta, espressa e socialmente costruita nel passato.

