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Il Dipartimento di Biologia Ambientale (DBA) di Sapienza Università di Roma è stato istituito nel luglio 2010, in seguito alla riorganizzazione di tre storici dipartimenti dell’area biologica dell’Ateneo: Biologia vegetale, Biologia animale e dell’uomo, e Genetica e biologia molecolare.
Oggi il Dipartimento conta 57 docenti – tra professori, professoresse, ricercatori e ricercatrici – attivi nella ricerca e nella didattica nei settori dell’antropologia, bioetica, botanica, chimica, ecologia, microbiologia, paleobotanica e patologia vegetale.
L’attività didattica si svolge nell’ambito di numerosi corsi di laurea, tra cui Scienze ambientali, Scienze naturali, Scienze biologiche, Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali, Biotecnologie agro-industriali, Farmacia e Chimica e tecnologie farmaceutiche.
Il personale tecnico-amministrativo, al 1° novembre 2026, conta 23 unità impegnate nella gestione amministrativa e nel supporto alle attività di ricerca e didattica, ai laboratori, alle strutture museali e alla biblioteca.
Il Dipartimento di Biologia Ambientale è stato selezionato tra i Dipartimenti di Eccellenza delle università statali italiane per il quinquennio 2023–2027, un prestigioso riconoscimento che premia la qualità della ricerca, della progettualità scientifica e della didattica del Dipartimento.
Il Dipartimento ospita la Biblioteca di Biologia Ambientale, due musei – il Museo di Antropologia “Giuseppe Sergi” e il Museo Erbario – e 38 strutture scientifiche, comprendenti laboratori di ricerca e spazi specializzati, tra cui camere di crescita ed essiccatoi dell’Erbario. Dispone inoltre del Giardino Botanico Sperimentale ed è sede del Centro interuniversitario di ricerca “Biodiversità, Servizi ecosistemici e Sostenibilità” (CIRBISES).
Il Dipartimento ha sede nello storico edificio di Botanica, progettato dall’architetto Giuseppe Capponi (1893–1936) tra il 1932 e il 1935, nel cuore della Città Universitaria, realizzata sotto il coordinamento di Marcello Piacentini. Tra gli esempi più significativi dell’architettura razionalista del complesso universitario, l’edificio si distingue per le ampie superfici vetrate, le caratteristiche torri destinate alle collezioni botaniche e le serre sperimentali, testimonianza dell’integrazione tra architettura e ricerca scientifica.
